Essentra, due striscioni sotto casa del direttore.

03-04-2014. Cresce il malumore dei lavoratori, l’impresa conferma la chiusura della fabbrica
Regolamentata l’assemblea permanente: solo 9 operai alla volta, identificati.
Fumata nera dal tavolo di concertazione
che ieri pomeriggio
si è tenuto a Confindustria, per
la vertenza Essentra, fra una delegazione
di lavoratori, i rappresentanti
sindacali, i legali della
multinazionale ed il direttore
dello stabilimento salernitano
Valerio Muto. Non un passo in
avanti, né uno indietro: i vertici
aziendali sono fermi sulle posizioni
ampiamente espresse
con l’attivazione della procedura
di licenziamento collettivo
per le 81 unità lavorative.
L’azienda va via dall’Italia e
non c’è alcun margine per aprireuna
trattativa,nemmenoper
concordare con i rappresentanti
sindacali un percorso di ammortizzatori
sociali per preservare
la forza lavoro. Ma c’è di
più: ieri i rappresentanti
dell’azienda avrebbero ribadito
che non si riconosce nessun
tavolo se non quello di Confindustria,
tagliando di fatto fuori
anche la prossima convocazione
che il prefetto ha assicurato
ai lavoratori martedì.
Sembra una strada senza
uscita e fra i dipendenti cresce
il malumore. Un malumore
che nella notte fra martedì e
mercoledì si è palesato con l’affissione,
nei pressi dell’abitazione
del direttore Muto, di
due striscioni che addebitano
al manager salernitano parte
della responsabilità della gestione
di questa delicata vicenda.
Rispetto all’incontro di ieri,
invece, il segretario della Cgil
Anselmo Botte non si arrende:
«Andiamo avanti con la nostra
lotta. Nell’incontro abbiamo
avuto ulteriore conferma di
avere un muro davanti ma non
per questo molleremo, tuteleremo
i lavoratori in ogni modo.
Abbiamo definito le modalità
con cui continueremo a presidiare
la fabbrica mettendo dunquein
sicurezzauna situazione
che poteva degenerare. Al tavolo
ci è stato ribadito che non
esiste delega a contrattare e
quindi quelle di ipotizzare una
ripresa dell’occupazione. Per
questo noi saremo impegnati
su due versanti, con i vertici
dell’azienda e con le istituzioni
».
La questione dell’assemblea
permanente in fabbrica ha creato
non pochi problemi, alla fine
si è arrivati a una soluzione.
«In riferimento all’attuale presenza
dei lavoratori all’interno
dello stabilimento – si legge nel
verbale – le parti concordano
circa la regolamentazione della
stessa attraverso un presidio
esclusivamente nei locali della
mensa aziendale di massimo
nove lavoratori Essentra nell’arco
dell’intera giornata e che saranno
identificati all’ingresso
dalla guardia giurata a mezzo
di una lista che verrà previamente
comunicata alla direzione
aziendale nella persona
dell’ingegner Valerio Muto, fermorestando
il diritto di assemblea
preventivamente concordato
con la direzione».Un nuovo
incontro in Confindustria è
inprogrammail 25 febbraio.
Intanto, l’assessore provinciale
Pina Esposito si è impegnata
a lavorare con la Regione
per «attivare la cabina di regia
anticrisi con l’obiettivo prioritario
di verificare tutte le strade
percorribili per tentare di aprire
uno spiraglio operativo e
concreto per i lavoratori». L’assessore
regionale Severino
Nappi ha infatti già manifestato
la piena disponibilità della
Regione.

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